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IL PANETTONE PERFETTO? UNA QUESTIONE SENSORIALE!

IL PANETTONE PERFETTO? UNA QUESTIONE SENSORIALE!

Il panettone si compra a scatola chiusa. La qualità di ciò che c’è all’interno si scopre solo con l’assaggio. Ma quali sono i parametri che rendono un lievitato un autentico capolavoro?

Sono stati individuati durante una sessione di degustazione in cui abbiamo riunito alcuni tra i migliori pasticceri italiani e la stampa di settore all’Accademia Marchesi di Milano, guidati da Christian Fabrizio (divulgatore enogastronomico, fondatore di Autoctono.it) e Andrea Tortora (Pastry chef tre stelle Michelin, appena eletto miglior pasticcere italiano secondo la guida de L’Espresso).
Il risultato è un decalogo che servirà a tutti coloro che desiderano giudicare con competenza un lievitato da ricorrenza come il panettone, imparando a comprenderne le caratteristiche organolettiche e scoprendone le tante complessità in maniera chiara e univoca.

A questo scopo, anziché utilizzare il classico approccio tipico dell’analisi sensoriale, si è scelto di impiegare un linguaggio semplice e immediato, in grado di ricondurre i principali indicatori di qualità a categorie di uso comune, facilmente comprensibili. Quello che ne è derivato è uno strumento pratico e adatto a tutti per degustare con maggiore consapevolezza e migliore conoscenza il dolce da ricorrenza più celebre al mondo.

Ecco di seguito il frutto di questo lavoro, nel quale ogni aspetto della valutazione organolettica del prodotto trova la sua corrispondenza nelle scelte operate in fase di produzione:

VALUTAZIONE VISIVA

1. Attrattività/Seduzione

Aspetto, finitura e pezzatura sono variabili determinanti: l’analisi visiva serve per l’attrattiva, è l’elemento seduttivo per il consumatore e crea aspettativa. L’alveolatura deve essere uniforme, ben sviluppata. Se non è eccessivamente alveolato il panettone può durare di più: più aria rimane più si asciuga e si secca. Per questo i panettoni industriali hanno alveolatura piccola. La crosta deve essere ben salda con la pasta, di circa 2,5 mm con una colorazione bruno-dorata e senza bruciature. Il numero, la dimensione e la densità dei canditi è sintomo di qualità.

VALUTAZIONE OLFATTIVA

Il Panettone perfetto? Una questione sensoriale!

1. Fragranza/Freschezza

Va valutata come prima cosa la freschezza percepita al naso delle materie prime utilizzate. Chiedersi se si sta sentendo un profumo naturale e verosimile è un buon indice di qualità.
 

2. Genuinità/Franchezza

Ricerca del meglio di ogni singolo ingrediente: la qualità delle materie prime va conosciuta a monte per essere apprezzata. Leggere le etichette è indispensabile per scoprire la genuinità degli ingredienti. La data di scadenza è un altro indicatore determinante: più la scadenza è breve, più siamo sicuri che il panettone sia preparato senza conservanti.

3. Ricchezza/Complessità

Avere una significativa numerosità delle componenti sensoriali (a partire da quelle apportate dal lievito madre, fino a quelle generate dalla cottura) dà una rotondità notevole. Più i tempi di lavorazione sono lunghi, più si sviluppano gli aromi terziari. Il rispetto dei tempi di riposo dona equilibrio e idratazione.

4. Eleganza/Finezza

La cura nelle dosi delle componenti aromatiche (canditi, uvetta, vaniglia) determina l’eleganza di gusto finale.

VALUTAZIONE TATTILE

5. Leggerezza/Vaporosità

La lievitazione e la consistenza del cuore del prodotto danno la conferma di una buona lavorazione.

6. Tessitura/Consistenza

L’importanza delle farine, il dosaggio del burro, gli zuccheri. La degustazione non deve prevedere un pezzetto ma la fetta intera, che ha parti diverse con consistenze diverse. Al tatto il panettone deve filare: strappando dal centro un pezzo di fetta questa deve ‘sfilarsi’.
La parte tattile coinvolge anche il palato: se la struttura soffice si scioglie e il boccone non diventa gommoso si possono comprendere alcuni aspetti della produzione: per esempio le farine di qualità e la loro capacità di incorporare grassi. Emerge a questo punto la struttura complessiva del prodotto.

VALUTAZIONE GUSTATIVA

7. Equilibrio/Armonia

Il rapporto tra i gusti è fondamentale: dolce, salato, acido, amaro devono essere in perfetto equilibrio.

Il Panettone perfetto? Una questione sensoriale!

VALUTAZIONE ESPERENZIALE

 

Il Panettone perfetto? Una questione sensoriale!

8. Coerenza generale

Valutiamo infine l’esperienza nel suo complesso. La perfetta corrispondenza tra ciò che vedo, sento al naso, tocco e gusto è un indicatore infallibile di un prodotto di qualità, che mantiene le promesse.

9. Memorabilità

Il perfetto equilibrio tra i sapori e la coerenza complessiva aumentano la memorabilità dell’assaggio. Questa sensazione sarà il parametro per una futura scelta consapevole.

 

 

 

 

 

 

FONTE

RISTORAZIONE ITALIANA

www.ristorazioneitalianamagazine.it/panettone-perfetto-una-questione-sensoriale-molino-pasini/

MOLINO PASINI

 

 

 

Conservare sottovuoto: ecco come ogni alimento dura di più!

La questione è assai semplice ma di fondamentale importanza per la corretta conservazione dei nostri cibi e per prolungarne, quanto più possibile, freschezza e gusto. Il sottovuoto aiuta a prevenire il deperimento degli alimenti, l’ossidazione e la proliferazione di batteri. In che modo? Grazie alla privazione di aria e ossigeno che come sappiamo favoriscono il proliferare di batteri e muffe, mentre se li eliminiamo questi organismi non possono alimentarsi e di conseguenza non proliferano.
Riponendoli sottovuoto, quindi privandoli di ossigeno, gli alimenti si conservano fino a 5 volte più a lungo e anche quando riposti in congelatore si evitano bruciature da congelamento (freezer burn) e gusto e qualità rimangono inalterati.

Scegliere questo sistema di conservazione dei cibi, indicato sia nel caso di alimenti freschi sia cucinati, ci garantisce un notevole risparmio economico poiché va a ridurre gli sprechi alimentari, maggior igiene grazie alla riduzione del pericolo di contaminazione con altri alimenti e del proliferare di batteri e muffe e infine un risparmio in termini di spazio sia in frigorifero che in dispensa, che male non fa!

Ma la cosa davvero utile da sapere è, ingrediente per ingrediente,quanto effettivamente più a lungo si conserva se riposto sottovuoto e quali accortezze è bene prendere. Vediamoli insieme.

Frutta e verdura

Nel caso di frutta e verdura, siano esse cucinate o fresche, è possibile raddoppiarne il tempo di conservazione e quindi bontà e freschezza. Nel caso di alimenti freschi è possibile riporli sottovuoto interi o già tagliati, nel caso di alimenti cotti oltre ai sacchetti per sottovuoto è importante sapere che si possono utilizzare anche vasetti o contenitori con appositi coperchi da cui l’aria verrà estratta via. Se in casa abbiamo una macchina o un cassetto per sottovuoto (come ad esempio quello prodotto da Miele, che occupa uno spazio molto ridotto e ha una elevata versatilità di utilizzo) queste operazioni di messa in sottovuoto saranno assai veloci e semplici. Posso scegliere tra tre livelli di aspirazione dell’aria a seconda dell’alimento che devo mettere sottovuoto per creare fino ad oltre il 99% di vuoto.

Pane

Il pane fresco, non potremmo farne a meno! Se lasciato in casa a temperatura ambiente non durerà oltre i 2 giorni, ma se riposto invece sottovuoto potremo assaporarne la fragranza anche dopo 7-8 giorni.

Carne e pesce

Nel caso di conservazione sottovuoto di carne fresca è possibile mantenere inalterate le sue caratteristiche per almeno 5-6 giorni rispetto a un periodo di circa 2 giorni se conservata semplicemente in frigorifero. Per quanto riguarda il pesce fresco, che di solito non dura oltre i 2-3 giorni (come ci ricorda il famoso detto “Gli ospiti sono come il pesce, dopo 3 giorni puzzano”), sottovuoto può essere conservato invece fino a 5-6 giorni senza nessun problema.

Formaggi e salumi

I formaggi freschi grazie al sottovuoto possono essere conservati in frigo addirittura un paio di settimane, nel caso di formaggi semistagionati circa 1-2 mesi e quelli stagionati fino a 4-6 mesi (e in alcuni casi, anche di più!).
Nel caso di salumi ed affettati il tempo di conservazione si allunga addirittura fino a 4-6 mesi, se riposti sottovuoto. Se pensiamo che alcuni prosciutti una volta affettati già dopo qualche ora iniziano a deteriorarsi ecco che scegliere questo tipo di conservazione ha ancor più senso.

L’importanza del sacchetto

Possono essere di diverse dimensioni ma l’importante è che siano di qualità, adatti agli alimenti, resistenti al calore, resistenti alla cottura, antistrappo e privi di plastificanti. Solo in questo modo avremo certezza che gli alimenti verranno conservati in maniera sicura e senza contaminazione di sapori e bontà. Ne esistono due tipologie: per la conservazione e per la cottura.

Sottovuoto solo per conservare? Certo che no!

Il sottovuoto può risultare un valido alleato in cucina non solo nella conservazione degli alimenti. Ad esempio, con il sottovuoto è decisamente più facile porzionare alimenti e piatti già cucinati per conservarli e consumarli quando necessario e nelle giuste porzioni. Anche la marinatura di carne e pesce risulta più semplice perché grazie alla chiusura ermetica il sottovuoto amplifica gli aromi di erbe e spezie esaltandone il risultato finale.
E in abbinamento con un forno a vapore, il sottovuoto sarà perfetto anche per cuocere piatti a bassa temperatura, con il metodo sous-vide. Basta mettere l’alimento sotto vuoto e cuocere nel forno a vapore in modo delicato, abbassando le temperature e prolungando i tempi, per un risultato sempre eccellente.

 

FONTE

www.lacucinaitaliana.it/news/cucina/conservare-sottovuoto-ecco-come-ogni-alimento-dura-di-piu/

I 5 motivi per cui scegliere un corso di cucina professionale

Sono tantissimi gli appassionati che ci scrivono per avere informazioni sui corsi di cucina, e tra le tante domande appare a volte anche una davvero importante: perché devo frequentare un corso di cucina se ho già la passione e internet offre tanti materiali informativi?

Cerchiamo di capire insieme le prime 5 motivazioni per cui è consigliabile frequentare un corso di cucina se si vuole diventare dei cuochi professionisti.

Una premessa (essenziale)
Dobbiamo, innanzitutto, chiarire una cosa: non basta guardare programmi tv sulla cucina, o leggere blog, o guardare i tutorial su youtube per diventare cuoco. 
La cucina è fatta di esperienza e non troverete mai in giro un cuoco alle prime armi con un proprio ristorante ed osannato dai clienti. La professione di cuoco prevede un studio della teoria e della pratica, un periodo di gavetta, il confronto diretto con chef professionisti, la possibilità di fare delle domande ed avere subito delle risposte, di mettere le mani all’opera facendo errori e poi capendone la causa, riprovarci e riuscirsi. La cucina non è una cosa semplice, la cucina non è un’improvvisazione, e quello che va bene a casa non è detto andrà bene anche come lavoro.

1. Teoria e pratica inseparabili
Provare e riprovare, sapendo cosa si sta facendo e perché, è una cosa importantissima. La teoria è alla base, bisogna conoscere le attrezzature, gli alimenti, le leggi e le corrette pratiche, una cosa importante se non ci si vuole limitare a seguire le ricette create da altri, ma creare in autonomia. Ed accanto alla teoria, c’è sempre la pratica. L’importanza dell’imparare facendo.
Le postazioni individuali di lavoro, la propria attrezzatura, uno spazio che dia la possibilità di sentirsi a proprio agio, rapportarsi con pentole e coltelli, lavorare con gli ingredienti, imparare come gestire la propria manualità.

2. Il rapporto diretto con gli insegnanti professionisti
La cosa più importante è non sentirsi un numero tra tanti. Un corso di cucina professionale ha un numero di iscritti basso perché solo così è possibile avere un rapporto uno-ad-uno, che consente di sottoporre eventuali dubbi all’insegnante e di chiarirli subito, mettendo immediatamente in pratica quanto viene detto. L’insegnante deve essere di comprovata esperienza, essere un bravo comunicatore. Lui è lì per formare gli alunni, e sarà sempre disponibile ad aiutare, chiarire, suggerire e soprattutto incoraggiare.

3. Gli argomenti: non solo cibo
Per fare di una passione una professione bisogna conoscere ogni aspetto della ristorazione. Non basta, quindi, conoscere gli alimenti e la loro preparazione corretta, ma è necessario apprendere le pratiche di igiene degli ambienti e personali, la legislazione, la scelta delle attrezzature, la gestione del magazzino, l’organizzazione del menu e del food cost. Solo fornendovi tutte queste conoscenze, un corso di cucina vi darà la preparazione totale per affrontare il mondo del lavoro nella ristorazione.

4. La durata
Non si diventa chef frequentando una sessione serale di 3 ore di cucina creativa. I corsi brevi, quelli di approfondimento come quelli di avvicinamento, servono a corredo di una preparazione di base importante e solida. Imparare la preparazione di due piatti in un corso di poche ore non consentirà poi l’autonomia per creare le altre decine (centinaia!) di piatti che una vita lavorativa necessariamente chiede. Un corso di cucina che può dare le basi ha una durata minima di tre mesi in aula e permette successivamente un periodo di stage.

5. La work experience
Un buon corso di cucina fornisce sempre un periodo di esperienza lavorativa, al fine di far mettere in pratica fuori dalle mura dell’aula quanto appreso, consentendo un’esperienza diretta (bella e impegnativa allo stesso tempo) con il mondo del lavoro. Capire cosa c’è fuori, com’è la vera vita di una brigata di cucina, rappresenta il momento decisivo per scegliere di diventare un professionista. Nella work experience si diventa autonomi, si conosce un nuovo aspetto di se stessi.

Queste sono i punti primari ed importanti che rispondono alla domanda Perché frequentare un corso di cucina professionale?

La nostra mission è formare professionisti del settore ristorazione, ma anche perché la cultura gastronomica è alla base della nostra società e diffonderla è un nostro dovere.

Iginio Massari: la rivoluzione della tradizione (anche in pasticceria)

L’innovazione non è nel prodotto stesso, ma nel modo di fare le cose. È così che i grandi maestri pasticceri – come il maestro Iginio Massari – rivoluzionano l’arte della tradizione con un brio di novità che sa di antico. Anche con gli strumenti più innovativi, come la vetrina Jobs.

Vi è un profondo legame tra innovazione e tradizione nella pasticceria e nella gelateria. L’originalità della visione di alcuni uomini in grembiule e matterello, come il grande maestro Iginio Massari, fanno pensare che tutto può cambiare in un istante se solo si accende la giusta scintilla di passione. E cos’è la pasticceria se non frutto sublime dell’arte e figlia della creatività?

Quando a ispirare il cambiamento è la tradizione stessa, cosa succede? Iginio Massari sostiene che un dolce rigidamente codificato può andare bene per vent’anni poi, inesorabilmente, invecchia perché tutto cambia. Insomma, aspirare all’innovazione significa accettare il cambiamento.

La gente assaggia di tutto perché è curiosa, ma mangia perché è golosa, e mangia la tradizione, insiste ancora il maestro. Allora dove sta la verità? Innovazione e tradizione: livelli separati della stessa realtà oppure due rette parallele destinate alla solitudine cosmica, banalmente a non incontrarsi mai?

Paticceria-Veneto-laboratorio-Massari

Pasticceria artigianale: innovazione e tradizione, due storie che si intrecciano?

È davvero importante collocare l’arte della pasticceria artigianale in un contesto ben preciso, quello della storia umana. Nella vita, infatti, tutto cambia rapidamente a volte, altre meno. L’importante è non restare mai fermi a guardare la corrente che porta la nostra anima in giro per il mondo senza provare a guidare la canoa che scivola leggera e veloce sulle onde.

Nella storia della società umana la tradizione esplode e si ricompone in innovazione ogni giorno e la pasticceria artigianale non è da meno. Un esempio che viene fuori dalla lectio magistralis che Massari ha tenuto qualche settimana fa al Gourmet Food Festival di Torino: sono i ricordi che portano le persone ad assaggiare, che creano quel mix di emozioni che attirano il cuore. Ovviamente, la tradizione gioca un ruolo fondamentale nel creare l’aspettativa del ricordo nella mente di chi degusta un esercizio di pasticceria artigianale.

La tradizione artigianale della produzione di dolci torinese (ma anche più in generale, quella piemontese) hanno un passato fatto di misura, di “scienza pasticciera”, di equilibri che non si sbottonano mai per non strafare, di eleganza. Insomma, si è creata la tradizione torinese. Le persone che vivono a Torino, allo stesso modo, sono menti estremamente creative ma misurate nei gesti e nelle parole. Tradizione e società si sono equilibrate in una ricetta dalla perfetta riuscita. Ciò non toglie che oggi, mai come in passato, Torino e la tradizione dei dolci artigianali piemontesi non stia esplodendo, non si stia svegliando ed innovando rielaborandosi.

Arrivano nuove proposte che però (intimamente) già conosciamo: ci avviciniamo un po’ per curiosità, un po’ per golosità, un po’ per provare qualcosa di sconosciuto ma che sappiamo dove andare a ripescare nella mente.

La pasticceria deve essere un incontro con un amico d’infanzia che ha saputo “invecchiare” bene, senza mai perdere il proprio charme.

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La trasgressione dell’innovazione in pasticceria

Una voce ha tuonato, nel suo solito spirito dolceamaro, dal Festival della Pasticceria Tradizionale Mantovana circa due mesi orsono, che i pasticcieri sono promotori del progresso, la pasticceria è trasgressione. Che il maestro Massari, sotto sotto, voglia provocare i nuovi pasticcieri a rompere le regole della più sacra delle arti culinarie e dare vita ad un nuovo modo di guardare alla vita oltre la vetrina refrigerata?

La rottura delle regole è da sempre una delle più grandi sfide delle società umane: perché la pasticceria artigianale dovrebbe sottrarsi? E allora ecco che scendono in campo i fondamentali: per il maestro, infatti, è necessario avere una gran voglia di andare a fondo alle cose, agli ingredienti, alle tecniche che stanno dietro alle composizioni pasticciere, anche a quelle più semplici. Anzi, è proprio nella rielaborazione della semplicità che sta tutta la bravura di chi riesce a infrangere le norme dettate da una tradizione centenaria, come le regole non scritte per preparare anche una sacher torte.

Riprendiamo il concetto esposto poco fa e lasciamo che sia Massari a sottolineare tale pensiero: la gente assaggia di tutto perché è curiosa, ma mangia perché è golosa, e mangia la tradizione. Non c’è altro da aggiungere.

Se non innovi non esiste tradizione e viceversa.

L’innovazione e la tradizione: la lezione di Iginio Massari

Nella pasticceria Veneto a Brescia, Massari offre ai suoi clienti oltre 130 proposte mignon, dai grandi classici alle sue sperimentazioni dolciarie.

La piccola pasticceria è perfetta per vivere tante esperienze combinate assieme, è solito affermare il maestro. Una combinazione di ricerca, tenacia e passione.

Il motore che porta la brezza dell’innovazione a spolverare le ricette di un tempo è principalmente l’insieme del cambiamento dei gusti, delle abitudini d’acquisto delle persone, di come queste spendono il proprio tempo, nel mutare dei riti di aggregazione.

Insomma, l’innovazione e la tradizione sono insiti l’una nell’altra, in un abbraccio che non conosce passato e futuro ma che ha solo il moto perpetuo come unico linguaggio.

Charlotte-alla-frutta-massari

L’innovazione sta negli strumenti, la tradizione nella visione d’insieme

E così la verità è venuta fuori, chiara e semplice come uno specchio dei tempi. L’innovazione non sta nello stravolgimento delle cose, ma è qualcosa di essenziale e ben visibile agli occhi: conoscere il futuro con le spalle coperte per bene dal passato. L’innovazione è un equilibrio sottile tra rielaborazione e rilettura del processo, degli elementi necessari, degli strumenti.

Già, l’innovazione degli strumenti nella pasticceria artigianale oggi non conosce notte serena. Anche Iginio Massari sfida la tradizione con l’innovazione di Jobs, la vetrina refrigerata che annulla le distanze tra palato, cuore e prodotto artigianale.

Un piacere per il corpo e per l’anima, che non conosce eguali: Jobs è questo, incontro tra il mastro pasticciere che offre i suoi prodotti ad un pubblico che può subito entrare in empatia con la tradizione di qualcosa che già conosce, con un pizzico di brio nel guardare qualcosa con una veste nuova, semplicemente più bella.

Semplice non è la parola giusta, però. Quella da sussurrare è essenziale. Jobs, la vetrina refrigerata per una nuova food experience, è come il maestro Massari. Essenzialmente ad un livello di innovazione che sfida il leggero equilibrio della tradizione. Lo si comprende dall’inserimento di componenti come Upper, il remote control che permette di tenere sempre sotto controllo le eccellenti prestazioni della vetrina refrigerata. La novità di casa Orion ha una sola misura da considerare: 16 centimetri di cornice estetica che contiene la tecnologia di Jobs. Null’altro vi separa dalla felicità. 

Essenziale è anche la scelta di eliminare ogni barriera: Jobs è uno scrigno per i dolci che, come gioielli, vengono preparati da mastri pasticcieri che fanno del design, della ricerca dell’equilibrio fra bellezza e preparazione, tra innovazione e tradizione, la propria ragione d’essere. 

Jobs è stata scelta per le sue altissime prestazioni e per la sua eleganza dal maestro Iginio Massari per il suo atelier di prelibatezze a Brescia. Sei ancora indeciso su quale investimento fare per il tuo locale? Non scherzare.

FONTE ORION STYLE

Il posizionamento del locale pubblico : dall’arredamento strategico al cuore dei clienti

Il locale pubblico è fantasia che contamina la strategia, è un’idea che si realizza, un concetto che si concretizza, è la creatività che impreziosisce ogni scelta. Già, perché il successo è sempre una vittoria complessa, una riuscita che si realizza grazie alla strategia, alla pianificazione, alle giuste scelte, alla costanza, alla coerenza tra i comportamenti, le azioni, l’immagine e i linguaggi. Insomma, è chiaro che se vuoi che il tuo locale pubblico abbia successo non puoi lasciare nulla al caso: è solo così che riuscirai ad offrire ai tuoi clienti un’esperienza capace di coinvolgere tutti i loro sensi, di sorprendere le loro emozioni, di coccolare il cuore e di incidersi nei ricordi. Per tornare a trovarti.

Da dove comincia tutto? Dal posizionamento che vuoi che il tuo locale occupi nella mente dei tuoi clienti. Come vuoi conquistarli? In che modo vuoi soddisfare le loro necessità? Come vuoi sorprendere i loro gusti? Come desideri coinvolgerli? Come ti renderai memorabile per loro? In che modo ti distinguerai dai tuoi competitors? Rispondere a tutte queste domande ti permetterà di occupare un posto ben preciso nella mente e nel cuore dei tuoi clienti e di stabilire con loro connessioni e rapporti duraturi e longevi. Di più, per riuscirci devi capire come soddisfare tutti questi quesiti già nella fase iniziale di progettazione del tuo locale. A partire dal tipo di clientela che vuoi raggiungere, dovrai capire come arredare il tuo locale, quale stile vuoi adottare, in che modo distinguerti e raccontarti. Ché è proprio l’arredamento strategico a condurti diretto al cuore dei clienti.

Arredamento gelateria

L’immagine, infatti, non solo è il bigliettino da visita con cui ti presenti, il primo linguaggio comunicativo con cui attrai l’attenzione e invogli a curiosare nel tuo locale, ma è anche qualcosa di più, ovvero una valida motivazione per tornare a trovarti. Un luogo piacevole e accogliente, curato nei dettagli, caratterizzato da uno stile memorabile e impreziosito da particolari che colpiscono e sorprendono gode sicuramente di un importante e solido vantaggio.

Ora immagina. Stai entrando in una gelateria voglioso di gustare un buon gelato artigianale, cominci a guardarti attorno e ti senti già un po’ spaesato: l’organizzazione del locale è disordinata, l’illuminazione è scarsa, l’arredamento è caotico, le vetrine opache nascondono la bontà delle creazioni artigiane piuttosto che donare loro la giusta importanza. E tu? Tu alzerai i tacchi e andrai via, senza neppure pensarci due volte.

Ed ora, invece, immagina una gelateria capace di accoglierti in un’atmosfera che subito ti coccola, ti rilassa, ti emoziona. Volti lo sguardo e un angolo allestito con un tavolino in legno, illuminato da una lampada a pavimento, cattura la tua attenzione, appena più in là eleganti e raffinate vetrine raccontano di squisiti gelati tutti da gustare, i sensi si esaltano e le emozioni si susseguono, memorabili. Insomma, l’arredamento fa la differenza.

Arredamento gelateria

Ma come si arreda in modo strategico un locale pubblico? Innanzitutto devi considerare alcuni elementi preliminari e fondamentali:

  • La tipologia di locale che vuoi arredare: è un pub, una birreria, una vineria, un ristorante, una pasticceria, una gelateria, o cosa?;
  • Il target di riferimento: ti rivolgi a giovani, a giovanissimi, ad adulti, a donne, a uomini, a bambini, ad amanti della cucina italiana, ad appassionati di vini, a chi? Chi sono i tuoi clienti? Conoscerli è fondamentale per capire quale linguaggio adottare in modo da fare breccia nel loro cuore;
  • L’organizzazione e la distribuzione degli spazi sia interni sia esterni, che varia a seconda del tipo di locale che vuoi arredare: ad esempio, una pasticceria necessita di spazi e di un’organizzazione differente rispetto a un ristorante o a una caffetteria;
  • Lo stile con cui vuoi caratterizzare il tuo locale. Cosa si intende per stile? E come definirlo? Di certo non puoi sfogliare un catalogo dedicato al design o al mondo dell’architettura e pensare di scovare lo stile che fa per te e non puoi affidarti neppure esclusivamente ai tuoi gusti o alla tua creatività. Come scegliere il giusto stile per il tuo locale, dunque? Devi cominciare da te stesso, da chi sei, da cosa vuoi comunicare e come vuoi raccontarti al tuo target di riferimento, da qual è la tua identità e quale la tua personalità. Devi poi prendere in considerazione chi è il tuo target, quali sono le sue esigenze e quali i suoi gusti. Devi considerare le caratteristiche fisiche del tuo locale e le necessità legate alla distribuzione e agli utilizzi degli spazi, oltre che agli adempimenti degli obblighi di legge. Una volta chiarito questo, puoi scegliere lo stile che meglio ti rappresenta e ti comunica e, insieme al tuo progettista, puoi decidere come adattare l’architettura e il design a quest’insieme di fattori.
Arredamento gelateria

Proprio il progettista ha un compito fondamentale nella scelta e definizione dello stile del tuo locale, quindi del modo in cui l’arredamento ti aiuterà a posizionarti nella mente e nel cuore dei tuoi clienti. Progettando lo spazio, decidendo il tipo di arredamento, i materiali da impiegare, l’illuminazione con cui creare la giusta atmosfera, i complementi d’arredo con cui caratterizzarlo, il progettista esprime e racconta la tua identità, emoziona, accoglie, conquista e fidelizza. L’arredamento del tuo locale è esso stesso parte della tua brand identity perché esprime la tua personalità e forma la tua immagine, ovvero il modo in cui la tua identità è percepita all’esterno, dal tuo target di riferimento. Il progettista è l’alleato della tua unicità, quella che ti renderà inconfondibile e memorabile per i tuoi clienti. Ecco perché progettare e realizzare un arredamento unico, caratteristico e caratterizzante è una strategia fondamentale per un locale che voglia assicurarsi successo nel tempo.

 

Posizionare il locale significa creare connessioni, stabilire legami, incuriosire e affezionare. E, in questo processo, l’immagine non solo conta ma è anche fondamentale.

 

Scopri le nostre vetrine, un perfetto mix di estetica, comfort, flessibilità e libertà.

FONTE : ORION STYLE

https://www.orionstyle.com/design/posizionamento-del-locale-pubblico/

Come arredare una gelateria e vendere il gusto

L’atmosfera ti avvolge, la luce ti coccola, i desideri si esaltano, il gusto ti conquista. Sei in una gelateria eppure questo viaggio è qualcosa di più: stai vivendo un’esperienza emozionante e memorabile. E questa farà la differenza.

Vendere il gusto è forse meno semplice di quel che spesso siamo indotti a pensare. Se è vero che attirare l’attenzione delle persone è più facile quando si tratta di cibo, è altrettanto vero che convincerle a fidarsi e ad affidarsi è un’arte complessa, soprattutto quando si ha a che fare con prodotti delicati come quelli alimentari. Cosa puoi fare per persuadere le persone della bontà della tua offerta? Devi raccontare loro chi sei, devi esporre la dolcezza dei tuoi prodotti, devi promuovere le tue distintività. Ogni aspetto della gelateria deve comunicare il tuo messaggio in modo forte e coerente. In questa strategia di racconto di te e di valorizzazione della tua qualità, un ruolo fondamentale spetta all’arredamento. Diversi studi hanno dimostrato come questo sia un aspetto capace di influire positivamente o negativamente sulle persone, sulla loro predisposizione all’acquisto e sul loro umore. Prima regola, dunque, arredare la tua gelateria nel modo giusto. Non sai come fare, da dove cominciare, cosa considerare? Qui di seguito ti suggerisco gli aspetti fondamentali che devi valutare nello scegliere l’arredamento della tua gelateria.

Gelato di Natura

Come arredare una gelateria: 9 consigli per l’arredamento che vende il gusto

Scegliere il giusto arredamento per la tua gelateria è fondamentale per offrire ai tuoi clienti un’esperienza di gusto, in tutti i sensi e capace di coinvolgere proprio tutti i sensi. Qual è il giusto arredamento? Dipende da te, da chi sei, da quel che offri, ma ci sono alcuni elementi che devi assolutamente tenere in considerazione. Questi:

 

#1. Organizza lo spazio

L’organizzazione dello spazio della tua gelateria è fondamentale per diverse ragioni. Se progettato nel modo ottimale, lo spazio è un elemento decisivo per mettere a proprio agio i tuoi clienti, per garantire loro sicurezza e anche spazio di manovra, per ottimizzare le tue attività, per decidere che tipo di narrazione emozionale offrire ai tuoi clienti. Lo spazio, dunque, determina le tue scelte d’arredamento.

 

#2. Valuta l’ampiezza e la disposizione della tua gelateria

L’arredamento della tua gelateria deve essere progettato anche in funzione dell’ampiezza del locale e della sua disposizione. Questi aspetti sono fondamentali per la tua attività sia da un punto di vista organizzativo, nello svolgimento delle concrete attività quotidiane, sia da un punto di vista esperienziale e della narrazione che offri ai tuoi clienti. Lo spazio, così come la sua disposizione, può garantirti preziose opportunità ma può anche obbligarti a fare i conti con limiti e restrizioni.

 

#3. Organizza un percorso

La tua gelateria deve offrire ai clienti un’avventura emozionante e memorabile, una storia da vivere e da raccontare, deve solleticare il gusto con la vista, stimolare i desideri con i profumi, stuzzicare le voglie con i colori.  È un gioco affascinante e sensuale quello a cui devi dar vita. In questo l’arredamento può fornirti un importante sostegno, aiutandoti a organizzare lo spazio e a intessere un percorso narrativo razionale ed emozionale che attragga i tuoi clienti, li coinvolga e, infine, li invogli ad acquistare.

Gelateria Ciacco Gelo

 #4. L’arredamento influisce sulla predisposizione delle persone

Quando scegli l’arredamento della tua gelateria devi considerare che questo influisce sulla psicologia dell’individuo, sul suo umore e sulla predisposizione (o meno) all’acquisto. L’arredamento di una gelateria deve riuscire a mixare diversi ingredienti e a soddisfare esigenze eterogenee: deve essere confortevole e rilassante ma allo stesso tempo vivace e capace di indurre all’azione, deve raccontare del tuo brand e deve offrire emozioni, deve stimolare il gusto e deve anche stabilire relazioni tra il prodotto e il cliente.

A proposito di arredamento che facilita le relazioni, ti consiglio di leggere questo post.

 

#5. Stile classico o stile moderno?

Meglio un arredamento classico oppure uno moderno? Meglio uno stile caldo e accogliente o uno che punta sul design e sulla raffinatezza? A questa domanda non v’è una risposta giusta e una sbagliata. Lo stile dell’arredamento della tua gelateria dipende da diversi fattori, ai quali deve adattarsi con coerenza:

  • Chi sei, qual è l’identità del tuo brand, la tua personalità;
  • Qual è il target di clienti a cui ti rivolgi;
  • Qual è la tua offerta.

Quest’insieme di fattori determinano il tuo stile, che deve essere capace di raccontarli e di valorizzarli. Ad esempio, se i tuoi clienti sono i giovani compresi tra i 20 e i 30 anni, lo stile moderno è più adatto per incontrare i loro gusti e catturare la loro attenzione.

 

#6. Il prodotto determina l’arredamento

Il prodotto che offri riveste un ruolo fondamentale nella scelta dell’arredamento della tua gelateria. Che tipo di gelato vuoi offrire? Lo servirai in cono, in coppa o la tua sarà una gelateria da asporto? Di quanti gusti vorrai disporre? E che tipo di assortimento intendi garantirti? Anche tutti questi elementi sono fondamentali nella scelta dell’arredamento della tua gelateria.

Come arredare una gelateria e vendere il gusto

#7. L’illuminazione completa l’arredamento

Un aspetto che spesso si sottovaluta e che, però, riveste un ruolo essenziale nella valorizzazione del prodotto e nella definizione dell’atmosfera della tua gelateria è l’illuminazione. E’ necessario scegliere un tipo di illuminazione chiara, dai toni pastello che evochino la genuinità dei prodotti ed esaltino i gusti esposti. A seconda dei singoli ambienti o zone in cui è organizzata la tua gelateria, puoi optare per luci intense o luci soft, ma in ogni caso l’illuminazione deve trasmettere una sensazione di benessere e di positività.

 

#8. In quale atmosfera vuoi coccolare i tuoi clienti?

L’atmosfera in cui decidi di voler coccolare i tuoi golosi clienti è fondamentale nel determinare il tipo di arredamento della tua gelateria. Cosa si intende, per l’esattezza, quando parliamo di atmosfera? Come l’arredamento del tuo locale, è un mezzo di comunicazione indispensabile per stimolare i sensi e suscitare nelle persone sensazioni uniche. L’atmosfera coinvolge, emoziona, conquista e proprio l’arredamento è un elemento basilare nella definizione dell’atmosfera in cui vuoi accogliere i tuoi clienti ed esaltare i tuoi prodotti.

 

#9. La vetrina, il più prezioso arredamento

Il tuo gelato è un’opera d’arte che devi raccontare, esporre e valorizzare. In questa narrazione emozionale le vetrine con cui scegli di arredare la tua gelateria rivestono un ruolo di primo piano, sono l’elemento più prezioso e importante con cui accogliere i tuoi clienti, offrire loro un percorso emozionante, prenderti cura dei tuoi gelati e donare loro l’importanza che meritano.

 

Osserva le vetrine Jobs di Orion, con raffinatezza ed eleganza illuminano i tuoi prodotti, ne valorizzano l’importanza, ne vivacizzano il colore, ne esaltano il gusto. Li guardi e subito hai voglia di toccarli, di assaporarli, di gustarli intensamente. Coniugando innovazione e design, tecnologica ed estetica, funzionalità ed emozione, le vetrine Jobs intessono un racconto avvincente e suggestivo, in cui protagonisti indiscussi sono i tuoi gelati, esposti con naturalezza disarmante e memorabile.

 

Vuoi arredare la tua gelateria esaltando i gelati e il loro gusto? Comincia dalle vetrine giuste!

FONTE ORION STYLE

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