Muffin di Halloween

Arriva la festa più terrificante dell’anno, perché non preparare i muffin di Halloween se avete in programma una festa mostruosa? Questi semplici muffin al cioccolato, preparati con molto cacao che gli attribuisce quel tipico colore scuro, sono coperti con una gustosa glassa arancione, gustosa e perfettamente in tema con questa ricorrenza. Vediamo insieme come realizzarli!

Ingredienti

Ingredienti Muffin di Halloween per dieci persone

  • 300 gr. di farina 00 
  • 80 gr. di burro 
  • 1 presa di sale 
  • 70 gr. di cacao amaro 
  • colorante alimentare arancione 
  • succo di limone
  • 80 gr. di zucchero 
  • 1 bustina di lievito 
  • 1 uovo 
  • 250 ml di latte 
  • zucchero a velo
  • acqua

Ricetta e preparazione

Come fare i Muffin di Halloween

Muffin di Halloween

In una ciotola mettete gli ingredienti secchi: zuccherocacao amarofarinalievito e sale. Mescolate con il cucchiaio di legno.

In un’altra ciotola mettete gli ingredienti liquidi, uovolatteburro fuso.

Mescolate bene e successivamente unite il contenuto delle due ciotole, amalgamate il tutto fino ad ottenere un composto morbido ma non liquido.Consiglio:

Se necessario, per ottenere la giusta consistenza, è possibile aggiungere anche un po’ di latte.

Prendete la teglia per i muffin e mettete i pirrottini di carta, versate dentro il composto a cucchiaiate.Variante:

In mancanza della teglia, è possibile usare gli stampini in alluminio come contenutori dei pirrottini.

Cuocete i muffin in forno preriscaldato a 180°C per 35/40 minuti.

Nel frattempo preparate la glassa, in una ciotolina amalgamate lo zucchero a velo con qualche goccia di succo di limone.Consiglio:

E’ necessario non esagerare con il succo di limone per evitare di ottenere un composto troppo amaro.

Incorporate gradualmente l’acqua sempre goccia a goccia per avere un composto compatto e spalmabile, infine aggiungete il colorante alimentare.Consiglio:

E’ possibile usare quello in pasta o liquido. In mancanza della graduazione arancione, è sufficiente mixare la tonalità rossa con quella gialla.Consiglio:

Il colorante deve avere una consistenza compatta, se necessario quindi aggiungere un pò di zucchero a velo.

Quando i muffin saranno freddi, copriteli con questa glassa, mettete un fiocchetto usando la rafia arancione e nera, fateli asciugare e serviteli.

FONTE : https://www.buttalapasta.it/articolo/ricetta-muffin-di-halloween/10783/

TURISMO ENOGASTRONOMICO: QUALI SONO LE METE DI MAGGIORE INTERESSE E SU COSA PUNTANO

Ammettiamolo, quando decidiamo di fare un viaggio il pensiero corre spesso verso ricette dei piatti che andremo a provare, che si tratti del nostro Paese con la sua millenaria tradizione, ma anche e soprattutto quando decidiamo di andare all’estero. Il turismo enogastronomico nel mondo si sta rafforzando sia per la sua diffusione che per il suo impatto sul mercato, dando forti segnali a tour operator, ristoratori e addetti del settore.

Per capire meglio quali sono le tendenze del settore e usufruire di queste informazioni non solo come turisti, ma anche come ristoratori o albergatori, c’è chi si è occupato di fare un’analisi profonda e dettagliata realizzando il primo rapporto sul turismo enogastronomico italiano. Il tutto è stato reso possibile dall’Osservatorio sul Turismo Enogastronomico Italianodell’Università degli studi di Bergamo e la World Food Travel Association, l’associazione di riferimento a livello mondiale del settore, con il patrocinio del Touring Club Italiano, Ismea Qualivita, Federculture e la collaborazione del Seminario Permanente Luigi Veronelli e di TheFork.

Siete degli addetti ai lavori o semplicemente curiosi di saperne di più? Continuate a leggere!

TURISMO ENOGASTRONOMICO NEL MONDO: I METODI E I RISULTATI DELLA RICERCA

Per gli addetti ai lavori è molto utile studiare e avere dati scientifici sui nuovi trend del settore del turismo e dell’enogastronomia. Per questo abbiamo deciso di raccontarvi i risultati sorprendenti del primo rapporto sul turismo enogastronomico italiano, che oltre all’analisi della situazione italiana, ha approfondito quella internazionale segnalando le best practice nel mondo, che vogliamo raccontarvi in questo articolo. “La crescita di interesse su questo segmento ha fatto emergere come in Italia ci fosse una lacuna di dati. Rispetto a questo è stato affrontato un focus mondo in cui si sono analizzati i trend di alcuni paesi internazionali con interviste a esperti di settore” ha spiegato la coordinatrice della ricerca Roberta Garibaldi nella sua intervista al Giornale delle Fondazioni.

Per avere risultati attendibili è d’obbligo un approccio preciso e scientifico. E così è stato fatto: il campione preso in considerazione è formato da persone di età superiore a 18 anni provenienti da diversi Paesi, ovvero Australia, Cina, Francia, Germania, India, Irlanda, Italia, Messico, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti d’America. La loro caratteristica principale è stata quella di aver svolto negli ultimi 12 mesi una vacanza o un pernottamento in un luogo distante almeno 80 km dalla propria residenza.

I “turisti enogastronomici” presi in esame sono stati quasi 3000, con una parità di genere tra maschi e femmine e una predominanza di Millennials (nati tra il 1981 e il 1998). “[…] i turisti richiedono sempre più spesso momenti legati alla gastronomia in tutte le sue forme. Allo stesso modo si riscontra la presenza del turista enogastronomico puro che si muove con questa specifica motivazione e che a livello mondiale è pari circa al 49% annuo, così come dalla rilevazione svolta dalla World Food Travel Association su 12 paesi nel 2017” ha raccontato la professoressa dell’Università degli studi di Bergamo, Roberta Garibaldi.

turismo e cibo

I risultati della ricerca delineano un quadro dinamico, giovane e all’avanguardia per il futuro del turismo enogastronomico in Italia e nel mondo. È infatti possibile individuare tre caratteristiche principali valide per il settore a livello globale.

SOSTENIBILITÀ

Innescare un circolo virtuoso tra tutti gli attori del settore con uno sguardo attento all’ambiente è sicuramente tra gli elementi più importanti dei prossimi anni. “La sostenibilità diventerà il principio guida non solo nella produzione agroalimentare (e nel cibo del futuro), ma anche nel turismo” ha specificato Anne-Mette Hjalager, Editor-in-chief della rivista Journal of Gastronomy and Tourism, durante la conferenza stampa di presentazione dei dati a Bergamo lo scorso anno. I risultati della ricerca non fanno altro che supportare questo scenario, indicando con il 42% la fetta di turisti italiani per i quali la presenza di strutture e eventi sostenibili è fattore di scelta molto rilevante.

RISORSE UMANE

Molto spesso, e in particolar modo nelle strutture ricettive di piccole o medie dimensioni, il proprietario si occupa di tutto. Questo in futuro non sarà più possibile perché sarà necessario avere figure più specializzate: “Non è possibile avere le competenze necessarie per svolgere tutte queste mansioni, dalla contabilità alla gestione,  nel modo migliore. Non servono corsi di formazione teorici, già oggi molto diffusi, per colmare queste “mancanze”, ma corsi molto pratici che consentano agli imprenditori di arricchirsi professionalmente” ha spiegato Erik Wolf, Executive director della World Food Travel Association all’interno della ricerca.

DIGITALIZZAZIONE

L’uso diffuso del digitale avrà sempre più rilevanza sulla customer experience del turista in tutto il mondo, soprattutto per le nuove generazioni che si affacciano sul mercato. “All’estero la tendenza a maggiori occasioni di esperienze “digitali” nella customer experience, come visite e musei in realtà aumentata, è trainata dai millennials che dimostrano un forte interesse non solo in Europa, ma anche nei Paesi emergenti come per esempio l’India e la Cina” ha spiegato Roberta Garibaldi.

TECNOLOGIA

cibo e tecnologia trend

Strettamente collegata alla digitalizzazione, ma tanto importante da essere ormai una categoria a parte, è la tecnologia, fondamentale per rendere le esperienze più immersive e coinvolgenti sia nella fase di scelta della destinazione, sia nella fase stessa della fruizione.

TURISMO ENOGASTRONOMICO NEL MONDO: LE BEST PRACTICE DA CONOSCERE

In tutto il globo gli addetti del settore stanno facendo tesoro delle nuove tendenze del turismo enogastronomico, trasformando le proprie eccellenze in punti di forza sul mercato internazionale. “Si segnala per esempio il Belgio con i prodotti del cioccolato e della birra che vengono utilizzati come principali driver per la promozione del territorio; la Spagnacon la Catalunya che ha dedicato molta attenzione al tema utilizzando diverse leve. A livello mondiale il Perù per esempio è riconosciuto come meta enogastronomica di interesse, oppure la Thailandia che ha un piano strategico con riflessioni molto indirizzate al tema del cibo”, ha illustrato Roberta Garibaldi nella sua intervista al Giornale delle Fondazioni.

Qui abbiamo deciso di riportare alcuni casi eccellenti dai quali prendere spunto, oppure, perché no, da provare in prima persona:

CANADA

Paese sempre all’avanguardia, anche quando si parla di turismo enogastronomico, in particolare per la provincia dell’Ontario. Tutto questo grazie a un’ottima organizzazione, tour specifici e offerte di esperienze tra cultura e ciboorganizzate dal portale sempre aggiornato Ontario Culinary Tourism Alliance, ormai punto di riferimento per gli stessi canadesi, oltre che per i turisti internazionali.

Fonte Immagine: ontarioculinary.com

CATALUNYA

Il patrimonio di questa particolare regione spagnola è davvero molto ricco, conta infatti 12 Denominazioni di Origine Protetta e 10 prodotti con Indicazione Geografica Protetta. Così, per farle conoscere al mondo insieme alle tante ricette tipiche, l’Agenzia Catalana del Turismo ha deciso di sviluppare brand specifici, “Enoturisme Catalunya” indirizzato principalmente agli operatori del settore vitivinicolo, e “Experiències Gastronomiques”, dedicato alle imprese che offrono esperienze gastronomiche, con l’intento di valorizzare quelle di qualità e integrarle nel palinsesto turistico regionale. Questo, insieme a molte altre iniziative di promozione, le ha valso il titolo di “Regione europea della gastronomia 2016”.

BELGIO

A partire dalla sua capitale, Bruxelles, fino a diffondersi in tutto lo stato, le eccellenze del Paese sono riconosciute e valorizzate tanto  da diventare un vero e proprio simbolo belga. Infiniti infatti sono i luoghi dove poter degustare cioccolato e birra, e altrettanti sono i laboratori, i tour dedicati e molto altro ancora che non solo fanno di questi due prodotti un punto di forza, ma anche un veicolo di valorizzazione del turismo del Paese.

E voi, cosa prendete in considerazione quando scegliete la vostra meta dei sogni? Vi considerate turisti enogastronomici?

Fonte: https://www.ilgiornaledelcibo.it/turismo-enogastronomico-nel-mondo/

Filiera: la new entry sulle etichette dei prodotti alimentari

Corta, controllata, garantita, certificata: la filiera è il tema del momento nel mondo del food. Secondo l’Osservatorio Immagino, nel largo consumo confezionato vale oltre 259 milioni di euro

Fino a poco tempo fa, “filiera” era un termine da addetti ai lavori: pochi altri, infatti, ne conoscevano il significato e le implicazioni. Ora, invece, è diventata uno dei valori trainanti dell’universo alimentare italiano anche quando si fa la spesa al supermercato. E così, in quanto fenomeno emergente, è finita sotto la lente dell’Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, che le ha dedicato un approfondimento misurandone l’incidenza sull’assortimento e sulle vendite della GDO e l’andamento annuo.

IL VALORE DEL TERMINE FILIERA NEL LARGO CONSUMO

Dall’analisi dei 72.100 prodotti alimentari confezionati di largo consumo monitorati dall’Osservatorio Immagino è emerso che nel 2018 erano 613 i prodotti (lo 0,8% del totale) presenti sugli scaffali di supermercati e ipermercati accompagnati da un claim riferito alla filiera di provenienza. In termini di sell-out, questo paniere ha generato nel 2018 oltre 259 milioni di euro di vendite. Ma se la quota assoluta è ancora bassa (0,9%), il trend è alto: rispetto al 2017, il tasso di crescita è stato pari a +14,1%, quindi ben superiore alla media del settore alimentare.

A trainare il mercato dei prodotti “di filiera” è soprattutto la componente dell’offerta. Nel 2018 sono state 55 le aziende di produzione e 10 i retailer che l’hanno evidenziata sulle confezioni dei loro prodotti, a conferma di come l’impegno per la sicurezza alimentare stia diventando un importante tema di comunicazione, e che, come tale, stia entrando sempre più spesso anche sulle etichette dei prodotti in commercio. 

filiera

I CLAIM PIÙ UTILIZZATI

L’Osservatorio Immagino ha rilevato sulle confezioni degli alimentari confezionati ben quattro claim che parlano del background dei prodotti. Il più rilevante e performante è “filiera controllata”, con 345 prodotti e vendite superiori a 125 milioni di euro, in crescita di +12,3% rispetto al 2017. Bilancio positivo anche per il secondo claim per importanza: “filiera certificata”. L’Osservatorio Immagino l’ha trovato su 72 prodotti per un giro d’affari di 48,5 milioni di euro (+5,4% rispetto all’anno precedente). 

Pesante battuta d’arresto, invece, per il claim “filiera garantita”, presente solo su 22 prodotti e con un calo delle vendite del -11,8% rispetto al 2017. A completare lo scenario, l’Osservatorio ha monitorato le indicazioni che fanno riferimento ai claim “filiera corta” e “km 0”: complessivamente sono presenti solo su 16 prodotti, per cui il 2018 è stato piatto a livello di vendite, benché la domanda e l’offerta siano state positive.

L’ANALISI PER COMPARTI

La comunicazione dei valori di filiera sulle etichette dei prodotti non riguarda tutto il mondo alimentare, ma si concentra su quattro comparti. Il più rilevante è l’ortofrutta confezionata, che, con i suoi 108 milioni di euro di vendite (+5,3% sul 2017), determina il 41,8% del giro d’affari dei prodotti con un claim di filiera in etichetta. 

filiera-ortofrutta

Segue il lattiero-caseario (compresi i gelati realizzati con latte di filiera), con il 29% di quota e vendite in crescita annua del +6,4%. È andato decisamente più veloce il comparto dei prodotti a base di grano e altri cereali (+14,8% di vendite) che, grazie dall’aumento delle vendite di pasta, prodotti da forno e cereali, ha raggiunto il 12,2% di quota. Il risultato migliore del 2018 però lo ha messo a segno l’aggregato carni e uova, con un +69% di sell-out (17,0% di quota), trainato dal crescendo delle vendite di salumi, carni avicole e carni bovine.

FONTE: https://www.foodweb.it/2019/10/filiera-la-new-entry-sulle-etichette-dei-prodotti-alimentari/

La torta della nonna

Preparazione

Cosa ti serve:

350 gBase per pasta frolla 
4tuorli d’uovo
1 limonelimoni (scorza grattugiata)
150 gburro freddo di frigorifero
2limoni
500 mllatte
75 gzucchero semolato
1 pizzico disale
30 gamido di mais
pinoli
zucchero al velo


1.Prepara prima la crema: in un pentolino porta ad ebollizione il latte con la scorza sbucciata di 2 limoni e lascia in infusione per 5 minuti. In una terrina lavora a crema 2 tuorli con lo zucchero ed il sale per circa 2-3 minuti, aggiungi l’amido. Incorpora il latte al composto montato, rimetti tutto in pentola e cuoci il composto per circa 2 minuti mescolando continuamente. Togli le scorze di limone. Poni a raffreddare in una terrina coprendo la superficie con pellicola trasparente.

2.Versa in una terrina la miscela, aggiungi 2 tuorli, il burro, la scorza di limone grattugiato e, lavorando velocemente con le mani, crea un impasto liscio e omogeneo. Ponilo in frigorifero per circa 30 minuti.

3.Con l’aiuto di un matterello ed il piano del tavolo infarinato, stendi 2/3 dell’impasto in una sfoglia spessa circa mezzo centimetro e fodera uno stampo a cerchio apribile (Ø 24 cm diametro con il fondo imburrato ed infarinato) creando un bordo alto circa 1,5 cm.

4.Mescola la crema pasticciera raffreddata, versala nello stampo e livellala. Con l’aiuto del matterello stendi l’impasto rimasto sul piano del tavolo infarinato, creando un disco grande quanto la torta, e con l’aiuto di un piatto trasferisci l’impasto nello stampo sigillando bene i bordi. Poni in frigorifero per 30 minuti.

5.Spennela la superficie con del latte, bucherellala con i rebbi di una forchetta e cospargi a piacere i pinoli. Cuoci per 40-50 minuti circa nella parte inferiore (media per forno a gas) del forno preriscaldato (elettrico: 180°C, ventilato: 170°C, a gas: 190°C).

6.Spolverizza di zucchero al velo il dolce raffreddato.

7.Conserva il dolce pronto per il consumo in frigorifero.

FONTE: https://www.cameo.it/it-it/ricette/r/la-torta-della-nonna