IL GIRO NEL MONDO NEI BICCHIERI DEL 53° VINITALY

Dal 7 al 10 aprile, Vinitaly, il Salone internazionale dei vini e distillati di Verona è anche una grande occasione per memorabili assaggi, un modo di fare cultura del vino che punta ad aiutare produttori e buyer ad alzare l’asticella della qualità.

Business ma anche irripetibile occasione di degustare, guidati da esperti internazionali, vini che hanno fatto, stanno facendo o faranno la storia dell’enologia mondiale. Il confronto tra vini, territori, annate consente agli operatori della filiera, dai produttori ai buyer che devono guidare le tendenze di consumo, di migliorare le proprie competenze degustative, innalzando la percezione della qualità.

Vinitaly è anche questo, e il giro del mondo nel bicchiere della 53a annata della rassegna è un nuovo imperdibile viaggio.

Degustazioni Top

Sono uno dei tratti distintivi, da sempre, di Vinitaly. Ogni edizione è come una nuova annata, che porta in dote straordinarie occasioni per assaggiare etichette di ogni provenienza e partecipare a orizzontali e verticali che lasciano il segno. E anche nel 2019 la rassegna non si smentisce e offre, nelle sue numerose sale degustazioni, circa 90 tasting (riferendosi solo all’elenco ufficiale di Vinitaly) che danno l’opportunità di conoscere o approfondire vini di tutti i continenti, delle maggiori aree di produzione o di quelle di nicchia, così come di molti distillati e liquori.

Buyer, sommelier, enologi, tecnici, giornalisti, operatori del settore possono così spaziare dal consolidato appuntamento con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso con un “gran tour” ideale attraverso i vini selezionati in tutta Italia, alla degustazione guidata da Ian D’Agata in collaborazione con l’Associazione le Donne del Vino che presenta i “I vini rivoluzionari delle giovani donne del vino”.

Una edizione passata di Vinitaly. Credits Foto Ennevi-Veronafiere

Un altro evento da non perdere è quello con Riccardo Cotarella che presenta “7 Vini che hanno fatto grandi i loro territori”, una degustazione mirata a spiegare caratteristiche organolettiche e storia di sette vini importanti. Fra le degustazioni top organizzate dagli espositori, quest’anno si segnalano: l’Amarone della Valpolicella, con una serie di appuntamenti tra cui la degustazione dei dieci anni delle Famiglie Storiche; il XXXI Seminario Tecnico Masi; il Montepulciano a cura del Consorzio del Vino Nobile, del Cirò, del Morellino di Scansano e la Vernaccia di San Gimignano, sempre a cura dei rispettivi consorzi.

Il wine tasting in rosa di Fisar è dedicato al nuovo trend internazionale di consumo, con 6 etichette che esprimono al meglio le seducenti sfumature del colore, l’eleganza dei profumi floreali, fruttati e speziati dei vini rosé. Vira al giallo paglierino, invece, la degustazione dedicata al Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica e alla longevità dell’autoctono marchigiano, uno dei bianchi italiani più apprezzati dalle guide.

Vinitaly 2018. Foto elisabosco.com

Novità assoluta del calendario di Vinitaly sono le masterclass organizzate in collaborazione con l’Associazione Vi.Te e dedicate ai vini artigianali. I cosmopoliti del gusto possono segnare in agenda anche i Tasting ex… press, viaggio tra i migliori territori di produzione realizzato da Vinitaly in collaborazione con le più importanti riviste enologiche internazionali, che quest’anno ha tra i focus di rilievo la Francia e la Slovenia.

Il calendario con la descrizione delle degustazioni su https://www.vinitaly.com/it/eventi/calendario/?t=2&d=0&g=daily

Degustazioni nel padiglione International_Wine

L’internazionalità è un aspetto che Vinitaly segue con particolare attenzione anche dal punto espositivo – lo scorso anno gli espositori esteri provenivano da 35 Paesi – e l’International_Wine registra anche nel 2019 un significativo aumento di aziende francesi, il raddoppio di quelle dalla Spagna, la conferma dell’Australia, l’incremento delle presenze dall’Ungheria, la new entry della Croazia con una collettiva istituzionale e il raddoppio delle sale di degustazioni dedicate.

Un format che abbinando la presenza espositiva con le iniziative di assaggio dà l’occasione di conoscere, ad esempio, oltre ai vini australiani, spagnoli, francesi, croati e ungheresi, anche i distillati tipici di altre culture come Pisco peruviano, il Rum della Repubblica Dominicana, la Vodka russa, la Tequila messicana o il Sake giapponese.

Vinitaly and the City dal 5 all’8 aprile

Il fuori salone del vino è un appuntamento fisso dell’agenda dei wine lover. Quattro giorni di degustazioni dei migliori vini italiani e internazionali in abbinamento a specialità street food gourmet. Vino, cultura, incontri e spettacolo per un’esperienza unica nelle piazze e nei luoghi più suggestivi di Verona – tra i quali Piazze dei Signori, Cortile Mercato Vecchio, Piazza San Zeno, l’Arsenale, Palazzo Carli –, una delle poche città al mondo ad avere il proprio centro storico interamente dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Vinitaly & the City. Credits Foto Ennevi-Veronafiere

Vinitaly & the City, che coinvolge anche alcuni luoghi suggestivi della provincia veronese (Bardolino, Valeggio sul Mincio e Soave), diventa sempre più una grande opportunità per far incontrare i giovani wine lover e farli crescere come consumatori consapevoli.

FONTE : https://corrieredelvino.it/primopiano/eventi/il-giro-nel-mondo-nei-bicchieri-del-53-vinitaly/

COME SI PREPARA LA PIZZA GOURMET? I 5 CONSIGLI DEI MASTRI PIZZAIOLI

Un aspetto sicuramente importante per realizzare una buona pizza gourmet è la creatività. Negli ultimi anni, anche grazie alla sua proclamazione a Patrimonio Unesco, abbiamo visto la pizza arricchirsi con ingredienti sempre più sofisticati, audaci, spesso esotici.

Anche le più classiche ricette, dall’immancabile pizza margherita alla pizza con la salsiccia, si sono evolute in chiave gastronomica. Ma se c’è una cosa di cui ora si ha maggiore consapevolezza rispetto alla pizza è che l’impasto può fare la differenza.

Potrà apparire una riflessione scontata eppure per molto tempo si è data maggiore attenzione al topping. Ora che i due processi sono ugualmente valorizzati, aumenta il numero di pizzerie gourmet che scelgono di avere dietro al bancone due figure distinte: il mastro pizzaiolo, che prepara gli impasti con i suoi trucchi e le sue conoscenze, e lo chef, che si occupa dei topping più particolari.

Ne sono un esempio perfetto Giacomo Lovato e Giuseppe Messina, che dopo essersi conosciuti a Napoli hanno deciso di lavorare fianco a fianco nel loro ristorante pizzeria di Sarzana Officine del Cibo.

Abbiamo così voluto chiedere agli chef di stilare in cinque punti quali sono a loro avviso gli aspetti principali per la realizzazione di una buona pizza gourmet. Vediamoli insieme.

1. LA SCELTA DEI PRODOTTI

Quello relativo alla qualità è un discorso che vale tanto per le farine e il lievito dell’impasto, sia per l’aspetto creativo del topping, dove bisogna certamente lasciarsi guidare da estro e da logica, ma partendo sempre dai miglior ingredienti possibili.

2. LA GIUSTA LIEVITAZIONE

È importante non avere fretta. La lievitazione è un processo lungo e cruciale per avere un risultato finale di valore.

3. LA COTTURA

Il forno deve avere una temperatura tale per cui, una volta introdotta la pizza, si potrà ottenere un prodotto cotto a puntino, fragrante e piacevole da mordere, senza che sia mai bruciato o, al contrario, che rimanga crudo.

4. UTILIZZARE DELLA BUONA LEGNA

Anche la legna utilizzata nei forni professionali non è tutta uguale. Bisogna avere a disposizione prodotti di qualità, resistenti e naturali.

5. L’ESPERIENZA

Per tutti gli aspetti citata sopra e tutti gli altri, ci vuole tanta esperienza. Sperimentare, studiare gli abbinamenti, le materie prime, le cotture più e più volte è l’unico vero modo di ottenere il risultato desiderato.